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STORIA DEL GRUPPO SPELEOLOGICO DAUNO

Il Gruppo Speleologico Dauno esisteva in realtà già prima del 1976, tuttavia preferiamo considerare questo l'anno della sua nascita, perché fu allora che avvenne la costituzione ufficiale e fu sancito il primo statuto sociale. Prima di tale data, peraltro, più che dell'attività di un'associazione speleologica, si trattò delle iniziative sporadiche di un gruppetto di appassionati a cui va comunque il merito di aver gettato le basi per la nascita di quello che sarebbe poi diventato il primo gruppo speleologico fondato nella città di Foggia.

I primi anni di attività furono dedicati prevalentemente al Gargano, altopiano carsico che si presentava ancora in gran parte da esplorare sotto l'aspetto speleologico. Molte nuove cavità furono scoperte e topografate, e tutto il materiale acquisito andò ad arricchire l'archivio catastale dell'Istituto Italiano di Speleologia.argano (1976). Nel meandro della Grava di Morione.

Il 1976 rappresenta l'anno della svolta. L'attività nel Gargano s'intensifica ed inizia uno studio sistematico del territorio. L'anno successivo il Gruppo aderisce alla Società Speleologica Italiana e fonda, assieme ai maggiori gruppi speleologici della regione, la Federazione Speleologica Pugliese. Da questo momento le attività esplorative e le iniziative mirate alla divulgazione si moltiplicano.
Nel mese di ottobre del 1977, assieme al Gruppo Speleologico CAI Bolzaneto di Genova ed al Gruppo Puglia Grotte di Castellana, organizziamo la prima trasferta speleologica all'estero. La nostra meta è la Tunisia dove visitiamo la Grotta dello Djebel Serdj e compiamo ricerche preistoriche ed etnografiche.

Tunisia '77. Grotta dello Djebel Serdj.

L'anno seguente, il 1978, prendono il via numerose iniziative già da tempo in cantiere, ma ciò che rappresenta un vero e proprio salto di qualità nella storia del Gruppo, è la realizzazione del nostro primo corso di speleologia (il primo in assoluto organizzato in Puglia). Venti i partecipanti, per lo più studenti universitari ed insegnanti. Tra i docenti che curano le lezioni teoriche ci sono Paolo Forti, Claudio Giudici, Giuseppe Novelli.

1° Corso di Speleologia (Maggio 1978).

Nel 1985, nei pressi di S. Marco in Lamis (Fg) viene scoperto ed esplorato l'Abisso Cinese, un inghiottitoio ancora temporaneamente attivo, molto articolato e profondo oltre 110 metri. E' tuttavia nei Monti Alburni, nel salernitano, che il G.S.D. consegue i maggiori risultati esplorativi. Assieme al Gruppo Speleologico Martinese ed al Gruppo Speleologico CAI Napoli fonda l'A.I.R.E.S. (Associazione Intergruppi Ricerche ed Esplorazioni Speleologiche) con sede presso il Dipartimento Scienze della Terra dell'Università di Napoli. In questo massiccio carsico si esplorano nuove cavità verticali di notevole estensione.

1983 - Conca di Rupistelle (M. Alburni, Sa). All'uscita dalla Grava 2a dei Gatti.

Il finire degli anni ottanta è caratterizzato da un'accelerazione delle attività speleologiche nel Gargano. Ciò avviene anche grazie alla collaborazione con nuovi gruppi speleologici nati nel frattempo a Rignano Garganico e S. Giovanni Rotondo. In territorio di Vieste esploriamo la Grava di Coppa Grande. Con i suoi 7 pozzi scende sino ad una profondità di 120 metri ed è la grotta più profonda del Gargano orientale. Sulle Chiancate, presso S. Marco in Lamis, si perviene alla scoperta dell'Abisso delle Volpi, anch'esso profondo 120 metri. Parallelamente all'attività svolta nel Gargano, prosegue quella sui Monti Alburni. Nella Grava di Serra Monaco (Bosco di Castelcivita), superata una strettoia, si esplora un nuovo tratto di grotta sino a -110. Inoltre, una lunga serie di discese negli inghiottitoi 1° e 2° in località "la Pila"

1991. Inghiottitoio 1° in loc. La Pila (M. Alburni, Sa)

porta alla scoperta di nuove, interessanti, diramazioni che praticamente raddoppiano lo sviluppo delle due cavità. Nell'estate del 1993, preceduta da una breve pre-spedizione, organizziamo insieme al Gruppo Puglia Grotte di Castellana una delle prime campagne speleologiche in Albania, paese che a causa delle note vicende politiche da poco tempo ha aperto le proprie fontiere agli occidentali. La zona assegnataci dalla Società Speleologica Albanese è quella del Monte Polisit, un massiccio calcareo ubicato nella parte centro orientale dell'Albania. Malgrado l'impegno profuso, i risultati esplorativi che si ottengono sono modesti e ciò a causa di una situazione geologica poco favorevole allo sviluppo del carsismo profondo. La spedizione si rivela tuttavia estremamente utile, perché comunque ci permette di porre le basi per le future campagne di ricerca. Infatti nell'ultimo periodo della nostra permanenza in Albania, una breve ricognizione nel Kurvelesh, un brullo altipiano

Kurvelesh '94. Shpella Lek Petes (Albania).

carsico ubicato nel sud del paese presso Tepelene, ci fa scoprire un'area carsica molto promettente. L'anno seguente siamo di nuovo lì per esplorare le grotte segnalateci. Si perviene così alla scoperta di numerose cavità sia a sviluppo orizzontale che verticale, le quali pur non presentando estensioni chilometriche, si rivelano comunque molto interessanti e ci ripagano degli sforzi e dei sacrifici fatti. Nel 1995 e nel 1996 organizziamo altre due spedizioni in Albania e precisamente nella catena montuosa del Tomorrit-Kulmakut, presso Çorovodë. Poco tempo dopo la nostra ultima spedizione, lo scatenarsi di nuovi violenti disordini ci consiglia d'interrompere i nostri viaggi nel Paese delle Aquile, che già in tempi di relativa calma, si erano svolti in un clima di costante tensione. Oltre alle spedizioni in Albania e Tunisia, al proprio attivo il Gruppo annovera spedizioni in Francia, Turchia, Marocco e Romania.

Marocco '99. Canyon ai piedi dello Jebel Ayachi (Midelt).

leggi articolo MAROCCO

Da sempre il G.S.D., oltre all'attività speleologica in senso stretto, ha promosso e divulgato con assiduità gli aspetti didattici e culturali legati alla speleologia, organizzando interventi nel mondo della scuola, mostre tematiche, congressi, seminari di studio, corsi di avviamento alla speleologia; realizzando pubblicazioni e curando i contatti con altre associazioni speleologiche, musei, università, ecc. Tali attività, grazie all'istituzione del Parco Nazionale del Gargano e del Museo Provinciale di Storia Naturale di Foggia, in questi ultimi anni si sono ulteriormente intensificate.
Per quanto attiene l'attività editoriale, il Gruppo oltre a numerosissimi articoli pubblicati sulla stampa specializzata e non, e ad una piccola monografia sul carsismo garganico, è autore della "Guida alla Speleologia del Gargano" (C. Fusilli - P. Giuliani, Leone Editrice, 1990), un volume di oltre 200 pagine che descrive le più interessanti cavità del Promontorio.


Cura, inoltre, la pubblicazione di una propria rivista (SPELEOLOGIA DAUNA) che si occupa di divulgare tutto quanto avviene in Capitanata in tema di speleologia.