Spiaggiamento Capodogli Vasto PDF Stampa E-mail

 

12-09-2014

Spiaggiamento Capodogli Vasto

I Responsabili scientifici dell'Osservatorio Filippo, Guido Pietroluongo e Cristina Cerulli, erano presenti ieri durante la predisposizione delle indagini necroscopiche sullo spiaggiamento di massa di 3 Capodogli di sesso femminile sulle coste della spiaggia di Punta Penna a Vasto (CH).

DIARIO DI BORDO.
La giornata è iniziata all'alba con l'arrivo di tutte le unità di ricerca (Università, IZS, Associazioni) che sarebbero intervenute per le indagini necroscopiche.
Dopo un iniziale briefing coordinato dal Prof. Sandro Mazzariol della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova e responsabile ministeriale del CERT (Cetacean stranding Emergency Response Team), è stato affidato ad ogni unità di ricerca un Capodoglio sul quale lavorare.
Due dei tre animali erano adulti, il restante un subadulto.
Le necroscopie sono proseguite senza sosta fino alle 17 circa del pomeriggio.
Dal Capodoglio di più grandi dimensioni, affidato alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo coordinata dal Prof. Giovanni Di Guardo e all'IZS di Foggia, è stato rinvenuto un feto di circa 70 cm. Sullo stesso Capodoglio lavoravano Guido Pietroluongo, che ha coordinato gli Studenti della Facoltà di Teramo, e Cristina Cerulli.
I campionamenti effettuati saranno analizzati dalle varie unità di ricerca nelle prossime settimane. Le analisi di laboratorio e i confronti tra le varie unità di ricerca potranno evidenziare la causa, o come spesso accade le cause, che hanno portato gli animali a spiaggiarsi.

Purtroppo in Italia si cerca subito un responsabile affidandosi a voci di corridoio interpretate dai giornalisti non rendendosi conto che, per ottenere dei risultati certi, è necessario effettuare prove di laboratorio che possono impiegare anche diversi giorni. Trarre subito conclusioni su rilievi macroscopici sospetti va a screditare il lavoro degli esperti, che hanno dedicato la loro vita alla salvaguardia di queste specie. Inoltre, ugualmente, non aiuta affatto la causa ambientalista che, in questo modo, perde di credibilità perchè non si affida alla scienza ma solo a conclusioni affrettate e soggettive.
Meglio attendere e avere un dato scientifico certo, che può realmente aiutare la causa ambientale e porre fine definitivamente a pratiche antropiche ad alto impatto ambietale, che preferire facili conclusioni che possono essere facilmente obiettate facendo perdere a tutta la causa trasparenza di intenti.

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