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ALI NELL’OSCURITÀ
Natalia Turbacci
Conoscere, amare e rispettare i chirotteri
Fin dai tempi antichi i chirotteri (comunemente noti come pipistrelli) sono stati identificati come esseri demoniaci, “creature del diavolo”. Infatti, per lungo tempo sono stati ritenuti animali ostili,

inquietanti, ripugnanti, dalle abitudini sconosciute attorno a cui si sono create varie superstizioni e false credenze, del tutto prive di fondamento, poiché si tratta di animali innocui. Tuttavia, questi pregiudizi persistono ancora oggi e rendono estremamente difficile la vita di questi mammiferi. Si crede che i pipistrelli si impiglino nei capelli delle donne, al contrario essi sono dotati di un sistema di sonar talmente sofisticato che non urterebbero mai persone od oggetti incontrati lungo il tragitto; si crede che succhino il sangue delle persone mentre dormono, in realtà il vampiro è l’unico tra le centinaia di specie esistenti in tutto il mondo, che si nutre di sangue e vive solo nell’America centrale e meridionale. Inoltre, se per sbaglio un pipistrello dovesse entrare da una finestra di casa e volare da una stanza all’altra, creando panico, non bisogna assolutamente abbatterlo, ma con calma basta spalancare le finestre e spegnere le luci in modo che, questo rispettabilissimo essere, riprenda la sua via.
Simili nell’aspetto a pterodattili (rettili alati estinti) in miniatura, i pipistrelli sono gli unici mammiferi che hanno conquistato lo spazio aereo, altrimenti dominio incontrastato degli uccelli. Sono dotati di un volo efficiente e duraturo che realizzano grazie ad un’ampia membrana alare sostenuta dalle lunghissime falangi della mano, per tale motivo i pipistrelli sono classificati come chirotteri, termine che significa appunto “dalle mani alate”.
I chirotteri non sono ciechi, come si crede comunemente, ma poiché il senso della vista è quasi inutilizzabile per la loro vita notturna, hanno evoluto un sofisticato sistema di sonar per orientarsi, localizzare e catturare le loro prede. Alla velocità di quasi cento chilometri orari, un pipistrello è in grado di percepire il movimento, la distanza, la velocità e la traiettoria di volo, la sagoma, la consistenza e le dimensioni di una preda e di coordinare tutti i movimenti per catturarla anche in un ambiente completamente buio e ingombro di ostacoli.
Le grotte, per le loro peculiari caratteristiche fisiche, sono considerate come ambienti in cui lo sviluppo della vita è limitato. Solo restando al buio e in silenzio per brevi attimi, ci si accorge che anche in quel mondo, apparentemente isolato, è possibile scorgere forme viventi che pian piano animano la grotta. Rumori come fruscii ovattati, brusii, squittii indicano la presenza di piccoli esseri straordinariamente delicati: i chirotteri. Sicuramente, le grotte rappresentano i luoghi ideali dove i chirotteri si possono rifugiare, poiché in questi ambienti essi trovano temperature adeguate e relativamente costanti, un alto grado di umidità, una notevole quantità di nascondigli nelle fessure e nei cunicoli. Inoltre, il disturbo ad opera di altri animali e i rischi di predazione sono assai ridotti.
Sebbene i chirotteri siano spesso considerati quali esclusivi abitatori di grotte (specie troglofile), diverse specie si rifugiano anche nelle cavità degli alberi (specie fitofile), nonché in strutture costruite dall’uomo come soffitte, cantine, muri, grondaie (specie antropofile).
Gli ambienti maggiormente visitati durante la raccolta di dati scientifici sui chirotteri rimangono, senza dubbio, le grotte. Così, l’attività speleologica può costituire un valido supporto per lo studio della biologia di questi affascinanti mammiferi, adottando alcune semplici accortezze e norme di comportamento. La principale causa di minaccia per le specie di chirotteri è proprio il disturbo, anche accidentale e inconsapevole, provocato dalla semplice presenza di persone che visitano una grotta.
Soprattutto durante il letargo invernale i pipistrelli sono molto vulnerabili al disturbo; infatti, durante questo periodo, rallentano tutte le attività corporee, incluso la frequenza respiratoria e il battito cardiaco, consumando poca energia e sopravvivendo grazie alle riserve di grasso corporeo accumulate in estate. Destarli dal letargo significa far loro consumare preziose riserve energetiche ed esporli a rischio di morte. Particolare attenzione richiedono le colonie di femmine riproduttive, le cosiddette nursery, che si formano in primavera. Occorre tener presente che, nei primi giorni, le femmine sono molto inquiete e basta il minimo disturbo per farle fuggire e abbandonare, così, la colonia. Per minimizzare il disturbo, in questi delicati periodi, bisogna muoversi silenziosamente, evitare assolutamente di illuminare gli animali con la luce diretta e cercare di passare alla maggior distanza possibile dal loro appiglio.
Il nostro ingresso in ogni cavità, naturale o artificiale, potenzialmente abitata dai chirotteri non dovrebbe mai ignorare queste regole di base. Al di là di queste raccomandazioni, in alcune realtà ambientali particolarmente delicate sarebbero auspicabili interventi di protezione, quali la chiusura delle cavità ospitanti grandi colonie con strutture metalliche o murarie dotate di fessure che permettano il libero accesso ai chirotteri.
Purtroppo, dati su distribuzione, densità numerica ed eco-etologia di questi mammiferi risultano ancora molto scarsi e lacunosi. Le ricerche condotte fino ad oggi, nel nostro Paese, hanno fornito informazioni numericamente ridotte e geograficamente frammentate. Poiché gli ultrasuoni prodotti dai chirotteri hanno frequenze superiori a quelle percepibili dall’orecchio umano, sono impiegati speciali strumenti, detti bat - detector, che trasformano gli ultrasuoni in suoni udibili. In questo modo, è possibile monitorare l’attività di caccia dei chirotteri e in molti casi pervenire all’identificazione delle specie. Inoltre, per la determinazione tassonomica delle varie specie di chirotteri, si possono raccogliere, anche se occasionalmente, sul pavimento delle cavità visitate, crani e resti ossei che sono poi analizzati al microscopio.
Solo approfondendo le conoscenze sulla biologia dei chirotteri sarà possibile elaborare corrette strategie di conservazione.
Moltissime specie di chirotteri rischiano l’estinzione; sono minacciate dal disturbo o distruzione dei loro rifugi, dalla scomparsa dei loro habitat di caccia e dalla diffusione dei pesticidi. A ciò si aggiunge la persecuzione diretta da parte dell’uomo, che spesso uccide o allontana dai rifugi i pipistrelli perché li reputa erroneamente pericolosi. Essi sono, invece, instancabili divoratori di insetti nocivi all’uomo e alle colture, le loro feci (guano) non trasmettono alcuna infezione, anzi costituiscono un eccellente fertilizzante.