La grotta che non c'è PDF Stampa E-mail

CARI AMICI

Il Gruppo Speleo Dauno di Foggia costituitosi da alcuni anni ha, in questi ultimi tempi, raggiunto una certa stabilità di uomini che ha portato ad un risveglio dal semi-totale stato di fossilita di cui ha sempre sofferto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Con l’eliminazione di uomini sbagliati……………………………

DISCESA NELLA GRAVA DI CAMPOLATO

Nel mese di settembre , ………abbiamo deciso di scendere nella grava di Campolato, il complesso ipogeo più importante della Puglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Siamo in tre e decisi a tutto pur di scendere sino al fondo. La tecnica usata sarà la sola corda . Velocemente discendiamo il P. 96 con due tubolari a testa colmi di materiale…………..

La discesa continua sino a meno duecento ……………………………

Intanto uno di noi comincia a sentirsi molto male, tanto da non potersi più muovere………..

Ancora una volta la grotta ha vinto! Siamo costretti a tornare sui nostri passi…………………

Sono le sei del mattino quando l’ultimo uomo esce dal grande pozzo d’accesso;………..

Un’altra avventura sotto terra e terminata!

UN RISCHIO GROSSO DA RICORDARE

10 luglio ……... – Grava Signoritti ………………………………

Durante una risalita su sola fune del P. 30, D. M. notava un assottigliamento della corda per un tratto di 15 centimetri …………………………………….

………le estremità del trefolo …………… per qualche errore durante le fasi di costruzione …………….erano state termosaldate. ………………………

Questo imprevisto e una riprova di come sia potenzialmente pericoloso usare funi fabbricate da corderie non dedite alla costruzione di corde da alpinismo o da speleologia, in una tecnica che non ammette errori.

Iniziano cosi alcuni articoli del primo numero del notiziario del G.S.D. datato gennaio 1978, firmati da Carlo fusilli, Paolo Giuliani ed altri .

Questo notiziario mi è capitato sottomano svuotando una vecchia cassapanca: che strano destino! Mi era stato donato da Paolo 20 anni fa! Allora, io non ero interessato alla speleologia se non a livello di curiosità personale. Ora mi ritrovo a far parte del “Gruppo” o meglio il “Gruppo” mi ha assorbito, coinvolto, appassionato. Rileggendo questi articoli ho la sensazione che siano stati scritti ieri. La premessa è modernissima, la discesa non è altro che la descrizione perfetta di quello che ho provato e che provano le prime volte i neofiti, il terzo stralcio è un monito a non scordarsi mai della cosa più importante: la sicurezza.

Quello però che non c’è scritto, ma viene percepito da chi fa parte di questo “mondo ipogeo” è la passione che tuttora rimane nel DNA dello speleologo anche se il territorio è stato battuto in largo ed in basso e non ha più molti segreti, basta un’idea, un pertugio, una piccola imboccatura ad accendere la vecchia fiamma e a dire “perché non andiamo …….” e via!

La grotta che non c’é…………………